Il progetto del nuovo campus nasce come una vera e propria trasformazione urbana: non solo un ampliamento universitario, ma la creazione di un quartiere innovativo e integrato nella città. Situato nell’area ex industriale della “Goccia” a Milano, l’intervento mira a ricucire una zona storicamente separata dal tessuto urbano, trasformandola in un polo dinamico dedicato a ricerca, didattica e imprenditorialità.
L’idea chiave è quella di un ecosistema ibrido, dove università, startup, residenze e servizi convivono, generando uno spazio aperto e produttivo anche per la città.
Rigenerazione urbana e memoria industriale
Uno degli aspetti centrali del progetto è la valorizzazione dell’eredità industriale dell’area. I vecchi gasometri – simboli della Bovisa – non vengono demoliti, ma recuperati e rifunzionalizzati.
Questi elementi diventano il fulcro identitario del nuovo campus, ospitando funzioni innovative come laboratori e hub per startup. Il progetto costruisce quindi un dialogo tra passato e futuro:
- da un lato la memoria industriale
- dall’altro nuove architetture contemporanee
Questo approccio evita la cancellazione del luogo, trasformandolo invece in un paesaggio stratificato.
Il cantiere dei gasometri
il cantiere dei gasometri nell’area Bovisa-Goccia del Politecnico di Milano prosegue senza sosta. Vi proponiamo di seguito alcuni scatti di fine Aprile 2026 realizzati dalla società Technologica – Sistemi Costruttivi.
Organizzazione funzionale e programma architettonico
Il masterplan prevede un sistema complesso e articolato di edifici e funzioni:
- edifici per la didattica
- spazi per startup e ricerca
- residenze universitarie (circa 500 alloggi)
- una sala conferenze ipogea
- servizi collettivi, sport e ristorazione
In totale sono previsti circa 20 edifici su 105.000 m², distribuiti su un’area di 32 ettari.
L’organizzazione è pensata come un sistema aperto, attraversato da percorsi ciclopedonali che collegano il campus alle stazioni ferroviarie vicine, rendendolo permeabile e connesso al contesto urbano.
Spazio aperto e paesaggio: il campus come parco
Il progetto attribuisce grande importanza alla dimensione ambientale. Il campus è concepito come un “quartiere verde”, caratterizzato da:
- viali alberati
- spazi pubblici accessibili
- integrazione con il “Bosco della Goccia” (24 ettari preservati)
La natura non è solo elemento decorativo, ma struttura portante del progetto, contribuendo alla qualità ambientale e alla vivibilità degli spazi.
Il campus diventa così un parco abitato, dove architettura e paesaggio sono strettamente interconnessi.
Sostenibilità e modello energetico
Uno dei principi fondamentali del progetto è la sostenibilità ambientale. Il campus è progettato per essere:
- Zero Energy (energeticamente autosufficiente)
- Zero Carbon (senza emissioni operative di CO₂)
L’uso del legno come materiale principale risponde a questa logica:
- materiale rinnovabile
- basso impatto energetico
- riciclabilità
Inoltre, è previsto un piano di riforestazione che, nel tempo, compenserà la quantità di legno utilizzata, rafforzando l’idea di un ciclo sostenibile delle risorse.
Sistema costruttivo e innovazione tecnologica
Dal punto di vista tecnico, il progetto utilizza un sistema strutturale ibrido:
- fondazioni in calcestruzzo
- strutture portanti in acciaio
- solai in legno lamellare (X-Lam)
Questa combinazione consente:
- leggerezza strutturale
- sicurezza sismica
- flessibilità d’uso degli spazi
Gli edifici sono progettati secondo una logica modulare, che permette adattabilità nel tempo e facilita la prefabbricazione, rendendo il sistema efficiente anche dal punto di vista costruttivo.
Flessibilità e adattabilità degli spazi
Un tema progettuale importante è la neutralità funzionale degli edifici. Tutte le strutture sono dimensionate secondo standard elevati (come quelli delle aule universitarie), indipendentemente dall’uso specifico.
Questo approccio consente di trasformare facilmente gli spazi nel tempo, rispondendo a esigenze future senza interventi radicali. Il campus è quindi pensato come un organismo dinamico, capace di evolversi.
Un laboratorio sociale, ambientale ed energetico
Come dichiarato da Renzo Piano, il progetto è concepito come un vero e proprio “laboratorio”:
- sociale (integrazione con la città)
- ambientale (sostenibilità e verde)
- energetico (autosufficienza)
Non si tratta solo di un campus universitario, ma di un modello sperimentale di città contemporanea, dove innovazione tecnologica, qualità dello spazio e responsabilità ambientale convergono.
Credits foto: Technologica – Sistemi Costruttivi
